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Francesco è
un bambino con il talento e la passione per il disegno, che considera
le matite, i pennelli ed i colori mezzi di
espressione di un suo personale linguaggio.
Inizia a frequentare scuole di arte e capisce che il disegno e la pittura rappresentano forme
di comunicazione così forti da
aggregare bambini di ceti, culture e nazionalità diverse.
Con il suo carattere, capace di coinvolgere con vicacità ed allegria tutti i suoi compagni,
insegna a tutti noi che la creatività abbatte i confini e che di fronte al colore, o più
semplicemente alla matita, bambini considerati "marginali" non
sono più tali.
Scomparso all'età di 10 anni, Francesco lascia un enorme vuoto in quanti l'hanno
conosciuto ed amato e, ai suoi amici, lascia i colori e la fantasia di una vita dove
i silenzi delle sue montagne, che lui sa vivere, ascoltare ed interpretare, danno voce ai suoi temi
in classe ed ispirano i suoi momenti di creatività con la pittura.
Con il disegno si appropria di un suo spazio indipendente dal mondo degli adulti per dare
forma e colore alla sua fantasia, riuscendo a comunicare agli altri, sensazioni colte nei momenti di ascolto
della natura e della sua anima, sensazioni che le parole non
possono esprimere.
Da qui il desiderio e l'impegno, di chi ha conosciuto Francesco, di non dimenticare ciò che
questo piccolo bimbo ha insegnato e di trasmetterlo ad altri, sviluppando e proponendo
il linguaggio del disegno e dei colori.
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